Antonio Ciacca

 

Ha solo 40 anni, ma è già considerato tra i jazzisti italiani di maggiore reputazione internazionale. Antonio Ciacca, originario di Volturino (Fg), dove trascorse infanzia e adolescenza, vive da anni a New York con la moglie e 5 figli e passa in scioltezza dal ruolo di direttore della programmazione al Lincoln Center (l’unica stagione jazzistica al mondo permanente) a quello di compositore e pianista jazz, oltre che curare l’organizzazione di varie big band. In molte riviste specializzate Ciacca è descritto come un perfezionista instancabile. Ha pubblicato un libro di 40 composizioni originali e si è già esibito con i grandi del jazz, come Lee Konitz, Art Farmer, Benny Golson, Steve Lacy e Wynton Marsalis, direttore artistico del Jazz Lincoln Center.
 
“Sono cresciuto nel sud d’Italia”, spiega in un’intervista sulla rivista All About Jazz. “I miei genitori mettevano insieme un gruppo di danza ogni sabato, durante l’inverno. Sono cresciuto su una montagna e non c’era molto da fare durante l’inverno, così ogni sabato in un villaggio con tre suonatori di fisarmonica c’era gente che danzava tutta la notte. Quello è stato il mio primo incontro con il mondo della musica. Ho deciso di iniziare a conoscerla meglio durante i miei anni di scuola media. Ho preso tre anni di lezioni di pianoforte a partire da 11 anni. Quando ho iniziato la scuola superiore, però, ho deciso di diventare un giocatore di calcio, cosa che ho proseguito per qualche tempo fino ad essere un semi-professionista. Mi sono recato, poi, al liceo con l’intenzione di diventare un ingegnere”.
 
Ciacca si trasferisce a 19 anni a Bologna e si iscrive al Conservatorio di Musica specializzandosi in pianoforte. La sua passione per il jazz esplose del 9 febbraio del 1989, quando, a completo digiuno di musica jazz, assistette al concerto di Wynton Marsalis a Bologna. “Si apriva davanti ai miei occhi il mondo sconosciuto dello swing”, racconta Ciacca. Rapito dal carisma di Marsalis, decise di incontrarlo al termine la serata. Wynton Marsalis, direttore artistico al Lincoln Jazz Center, è compositore e trombettista, artista pluripremiato, vincitore, tra le varie, del premio Pulitzer con il suo oratorio sulla schiavitù Blood on the Fields, la prima composizione jazz a vincere il prestigioso riconoscimento. “Studiavamo le origini del jazz e le scoperte delle partiture di fine ‘800 dei pianisti di Harlem. Ci occupavamo della musica di Louis Moreau Gottschalk, un pianista americano di origine creola che aveva studiato musica a Parigi”. La partenza per gli USA arriva nel 2007, quando, ad una offerta di lavoro che prevedeva la stesura di un progetto musicale, gli risposero che era stato scelto come direttore del Lincoln Center.

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