Odette Fada

Lavoravo come cuoca al Castello Malvezzi di Brescia con lo chef Davide Pelizzari quando mio cugino mi ha invitato ad andarlo a trovare a Los Angeles. Sono partita senza pensarci due volte e nei miei piani quello doveva essere solo un mese di vacanza. Mentre mi trovavo la` e` cresciuto in me il desiderio di rendermi indipendente e autosufficiente e alla fine del mio soggiorno invece di riprendere l'aereo per tornare a casaho deciso di cercare lavoro li`. Ovviamente ho cominciato a bussare alle porte dei migliori ristoranti italiani e dopo qualche rifiuto ho avuto la fortuna di approdare al ristorante Pazzia di Mauro Vincenti, proprio nei giorni in cui lo chef Bombana Umberto aveva invitato Gianfranco Vissani come guest chef per qualche serata. Li ho incontrati entrambi ed il caso ha voluto che tutti e due fossero in cerca di un aiuto in cucina. Cosi` sono entreta nel team di Pazzia e dopo un anno ho potuto tornare in Italia per completare la mia crescita professionale lavorando come stagista nel ristorante di Vissani. Di li` l'ho seguito per due anni nella sua consulenza al ristorante Zio d'America di Roma. Aquel punto la mia maturazione professionale ha convinto Mauro Vincenti ad affidarmi le redini dell'altro suo ristorante, il Rex, una delle icone della cucina italiana in USA. Qui ho avuto l'opportunita` di conoscere i piu` importanti ristoratori italiani d'America ed uno di questi, Tony May, mi ha offerto la posizione di executive chef al San Domenico NY, un'altra pietra miliare della ristorazione italiana negli USA. Cosi` mi sono trasferita a New York, una citta` con ritmi piu` pressanti dove, per stare a galla, bisogna essere sempre all'erta e reggere l'urto di una concorrenza che giocoforza, ti spinge a fare sempre meglio. Certamente lavorare a New York ha anche i suoi privilegi, per esempio i veri prodotti Italiani si trovano con piu` facilita` ed il mercato offre sempre un'ampia scelta di materie prime. Anche le abitudini della clientela sono piu` simili a quelle italianee la prsenza di una piu` numerosa comunita italiana e` stimolo costante a non allontanarsi dalla nostra vera cucina e a rispettare i sapori. Per non disperdere la mia identita` io cerco di mantenermi sempre molto vicina alle vicende del nostro Paese, coltivo relazioni con i miei colleghi taliani , mi tengo aggiornata su tecniche e priodotti. Tanto che per l'apertura del SD26 l'ultimo ristorante di Tony May ho voluto andare a Roma insieme al mio chef di cucina Matteo Bergamini e il mio sous chef Fabio Quarta a preparare il nuovo menu`. Siamo stati un mese intero nelle cucine della Citta` del Gusto e ogni giorno avevamo degli chef Italiani che venivano ad assaggiare i nostri piatti e ci davano i loro consigli su come riportare le nostre creazioni al puro gusto italiano.

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